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Women in Safety
#rompilsilenzio

Non è colpa tua. Non sei sola.

WIS — Women in Safety è il progetto di Girotondo Onlus contro la violenza sulle donne. Per riconoscerla, chiamarla con il suo nome e sapere a chi chiedere aiuto.

Una donna seduta davanti a un oblò guarda il mare
#maipiùinvisibili

Il progetto

Diamo un nome alle cose per cambiarle.

La violenza non comincia quasi mai con uno schiaffo. Comincia con il controllo, con una frase che umilia, con un conto in banca che non è più tuo. Per questo è difficile riconoscerla, anche quando la si vive.

WIS nasce intorno alla Mongolfiera, la casa di Girotondo Onlus che accoglie donne e bambini usciti dalla violenza. Parliamo a chi la subisce, a chi le sta accanto e agli uomini che vogliono essere parte del cambiamento: senza giudicare nessuno, senza giustificare nessuna violenza.

  1. 01

    Consapevolezza

    Sapere cos'è la violenza, in tutte le sue forme: fisica, psicologica, economica, sessuale, digitale.

  2. 02

    Supporto

    Sapere a chi rivolgersi, e come stare accanto a chi ne ha bisogno.

  3. 03

    Cambiamento

    Cambiare le parole, le abitudini, le relazioni. Tutte e tutti insieme.

Falsi miti

Quello che si dice e quello che è vero.

Certe frasi le abbiamo sentite mille volte. Sembrano innocue, ma proteggono chi fa violenza e lasciano sola chi la subisce.

  • Mito

    «Se stava davvero male, se ne sarebbe andata.»

    Fatto

    Chi subisce violenza spesso resta per paura.Paura della vendetta, della solitudine, di non farcela da sola. Non chiederti perché non se n'è andata. Chiediti come puoi aiutarla.

  • Mito

    «Lui non è così. È una brava persona.»

    Fatto

    La violenza non ha sempre la faccia del mostro.Chi maltratta può essere affascinante in pubblico. La maggior parte delle violenze avviene a porte chiuse: sembrare gentile non vuol dire non fare del male.

  • Mito

    «Non è violenza, è solo una relazione complicata.»

    Fatto

    Una relazione difficile chiede compromessi. La violenza genera paura.Non serve essere picchiate per subire violenza: controllo, insulti e manipolazione lo sono anche loro.

  • Mito

    «Le donne forti non subiscono.»

    Fatto

    Chi subisce violenza è forte.Sopravvive ogni giorno a qualcosa che piegherebbe chiunque. La violenza non dipende dalla forza di chi la subisce, ma dalla scelta di chi la esercita.

  • Mito

    «Le donne denunciano per vendetta.»

    Fatto

    Denunciare è una delle scelte più difficili che esistano.Significa esporsi, rivivere tutto, spesso non essere credute. Chi lo fa, lo fa per salvarsi.

  • Mito

    «È colpa dell'alcol.»

    Fatto

    Alcol e sostanze non creano la violenza.Possono peggiorare un comportamento che è già violento. La responsabilità resta sempre di chi la agisce.

Scorri di lato e tocca una carta per girarla

Riconoscere i segnali

Non urla. Non picchia. Ma qualcosa non va.

A volte sorride perfino. Ma tu senti che qualcosa non torna. Potrebbe essere violenza, e merita di essere chiamata con il suo nome.

Le risposte non vengono salvate né inviate: restano su questo schermo e spariscono quando chiudi la pagina.

Spunta le frasi in cui ti riconosci

Spunta le frasi in cui ti ritrovi. Anche una sola conta.

Il linguaggio della violenza

La violenza ha un suo vocabolario.

Sono frasi che si sentono dentro tante case. Hanno tutte la stessa risposta.

  1. «Stai zitta, devi fare quello che dico io.»

    È violenza.

  2. «È tutta colpa tua, solo colpa tua.»

    È violenza.

  3. «Senza di me non conti niente.»

    È violenza.

  4. «Dammi la tua password, non hai niente da nascondere.»

    È violenza.

  5. «Tanto nessuno ti crederà.»

    È violenza.

  6. «Se mi provochi un'altra volta, vedi cosa succede.»

    È violenza.

La violenza non è solo un pugno. È anche:

  • parole che umiliano
  • controllo e isolamento
  • dipendenza economica
  • minacce
  • violenza sessuale
  • insulti continui

È violenza, e va chiamata con il suo nome.

Nessuna merita di essere trattata così.

Due mani che si stringono in segno di sostegno

Per chi sta intorno

Sono qui, se vuoi parlare.

Non serve essere psicologi o eroi per aiutare. A volte basta esserci, nel modo giusto.

  1. 1

    Credile.

    Se ti dice che qualcosa non va, credici. Non chiederle prove e non minimizzare.

  2. 2

    Resta.

    Rispetta i suoi tempi. Non chiederle «perché non te ne vai?»: ci vuole coraggio anche solo a raccontare.

  3. 3

    Aiutala a trovare supporto.

    Il 1522 e i centri antiviolenza aiutano anche familiari e amici a capire cosa fare.

Leggi la guida completa

La Mongolfiera

Una casa per ripartire.

La casa famiglia di Girotondo Onlus dove donne e bambini usciti dalla violenza ritrovano un posto sicuro e persone preparate ad accompagnarli.

92 accoglienze dall'apertura
  • 34 donne
  • 58 minori
Sali a bordo

Con il sostegno di

Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo

WIS è realizzato con il sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, che ha fatto del sostegno a donne e minori vittime di violenza uno dei suoi temi prioritari.

Chi ci sostiene

Seguici

Una voce sola si sente poco. Tante insieme fanno rumore.

@womeninsafety_it

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  • #maipiùinvisibili
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